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4 dicembre 2006

RINASCITA...

...A tutte le donne che sanno riconoscere la loro Natura Selvaggia

 

Ero un’esteta più che un’atleta e il mio unico desiderio era di essere un’estasiata vagabonda. Alle sedie e ai tavoli preferivo la terra, gli alberi e le caverne, perché là io sentivo di potermi appoggiare alla guancia di Dio. […] I fuochi dovevano essere accesi nel bosco di notte, e le storie dovevano essere raccontate lontano dalle orecchie degli adulti. Ho avuto la fortuna di crescere nella Natura. Dai fulmini seppi della subitaneità della morte e dell’evanescenza della vita. Le figliate dei topolini mostravano che la morte era raddolcita da una nuova vita. Quando dissotterrai delle «perle indiane», trilobiti sepolti nella terra, compresi che la presenza degli esseri umani risaliva a molto, molto tempo prima. Appresi la sacra arte dell’ornamento adornandomi il capo con delle manaidi, usando le lucciole come gioielli notturni e le rane verde smeraldo come braccialetti. Una lupa uccise il suo cucciolo ferito a morte; insegnò la compassione dura, e la necessità di permettere alla morte di andare al morente. I bruchi pelosi che cadevano dai rami e faticosamente risalivano strisciando insegnavano la determinazione. Il loro solletico quando mi passeggiavano sul braccio m’insegno come la pelle può risvegliarsi e sentirsi viva. Arrampicandomi sulla cima degli alberi appresi come il giorno avrebbe potuto essere il sesso. […] Così come tante donne prima e dopo di me, ho vissuto la mia vita come una creatura travestita. Come amiche e parenti, mi sono pavoneggiata barcollando sui tacchi a spillo, e ho indossato l’abito buono e il cappello per andare in chiesa. Ma la mia favolosa coda spesso spuntava sotto l’orlo e le orecchie si contraevano tanto da farmi ricadere il cappello sugli occhi. Non ho dimenticato il canto di quei giorni oscuri, hambre de alma, di fame dell’anima. Ma neanche ho dimenticato il gioioso canto hondo, il canto profondo, le parole che tornano a noi quando facciamo opera di rivendicazione con l’anima.

 

Donne che corrono coi lupi – Clarissa Pinkola Estès




permalink | inviato da il 4/12/2006 alle 9:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa
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